SPARARE CONTRO LA MEZZALUNA ROSSA – COSE FUORI DAL COMUNE

Scrive il Manifesto che «è stato ritrovato, ucciso, il capo della missione di soccorso inviata a Rafah per evacuare i feriti di Tal al-Sultan. Poi gli altri quattordici soccorritori, i membri della Mezzaluna rossa palestinese e della Protezione civile mandati nell’area assediata dall’esercito israeliano. Decine di richieste di aiuto e assistenza erano giunte ai soccorritori, le cui centrali operative avevano informato i militari dell’arrivo delle ambulanze. Ma i contatti si sono interrotti sei giorni fa, quando il team ha avvertito di essere circondato e sotto attacco. Dopo cinque giorni è stato rinvenuto il corpo di Anwar Al-Attar e degli altri 14 operatori: giustiziati, riporta la stampa locale, e le loro ambulanze distrutte».

Sembra infinito l’elenco di crimini di Israele che supera in continuazione ogni linea rossa tracciata dal genere umano per preservare i diritti basilari delle popolazioni anche durante le situazioni conflittuali: ospedali bombardati, ambulanze distrutte e operatori sanitari assassinati; scuole deliberatamente prese di mira assieme a chi vi si trovava; giornalisti diventati bersaglio; abitazioni civili ridotte come nessun terremoto; persone affamate, impedite nelle cure, sequestrate, fatte oggetto di ogni tipo di violenza; derubate dei loro pochi averi; civili, in particolare donne e bambini, assassinati e menomati o sottoposti a tortura, ecc. ecc.

È allora forse utile ricordare che gli Israeliani che commettono questi atti non sono sopra la legge in forza di una presunta eccezionalità garantita dalle sofferenze subite dagli ebrei europei per opera del Terzo Reich. Nulla c’entrano gli ebrei europei degli anni “30 e “40 del secolo scorso con gli Israeliani che stanno commettendo i seguenti crimini riconosciuti dallo Statuto di Roma che ha istituito la Corte Penale Internazionale:

a) crimine di genocidio;

b) crimini contro l’umanità;

c) crimini di guerra;

d) crimine di aggressione.

Così li definisce lo Statuto di Roma:

Crimine di Genocidio:

Ai fini del presente Statuto, per crimine di genocidio s’intende uno qualsiasi dei seguenti atti commessi nell’intento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, e precisamente:

a) uccidere membri del gruppo;

b) cagionare gravi lesioni all’integrità fisica o psichica di persone appartenenti al gruppo;

c) sottoporre deliberatamente persone appartenenti al gruppo a condizioni di vita tali da comportare la distruzione fisica, totale o parziale, del gruppo stesso;

d) imporre misure volte ad impedire le nascite in seno al gruppo;

e) trasferire con la forza bambini appartenenti al gruppo ad un gruppo diverso.

Crimini contro l’umanità:

Ai fini del presente Statuto, per crimine contro l’umanità s’intende uno qualsiasi degli atti di seguito elencati, se commesso nell’ambito di un esteso o sistematico attacco contro popolazioni civili, e con la consapevolezza dell’attacco:

a) Omicidio;

b) Sterminio;

c) Riduzione in schiavitù;

d) Deportazione o trasferimento forzato della popolazione;

e) Imprigionamento o altre gravi forme di privazione della libertà personale in violazione di norme fondamentali di diritto internazionale;

f) Tortura;

g) Stupro, schiavitù sessuale, prostituzione forzata, gravidanza forzata, sterilizzazione forzata o altre forme di violenza sessuale di analoga gravità;

h) Persecuzione contro un gruppo o una collettività dotati di propria identità, ispirata da ragioni di ordine politico, razziale, nazionale, etnico, culturale, religioso o di genere sessuale ai sensi del paragrafo 3, o da altre ragioni universalmente riconosciute come non permissibili ai sensi del diritto internazionale, collegate ad atti previsti dalle disposizioni del presente paragrafo o a crimini di competenza della Corte;

i) Sparizione forzata di persone;

j) Crimine di apartheid;

k) Altri atti inumani di analogo carattere diretti a provocare intenzionalmente grandi sofferenze o gravi danni all’integrità fisica o alla salute fisica o mentale.

Crimini di guerra:

Agli effetti dello Statuto, si intende per «crimini di guerra»:

a) Gravi violazioni della Convenzione di Ginevra del 12 agosto 1949;

b) Altre gravi violazioni delle leggi e degli usi applicabili, all’interno del quadro consolidato del diritto internazionale, nei conflitti armati internazionali;

c) Gravi violazioni dell’articolo 3 comune alle quattro Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949, vale a dire uno qualsiasi degli atti di seguito enumerati, commessi contro coloro che non partecipano direttamente alle ostilità, ivi compresi i membri delle Forze Armate che hanno deposto le armi e coloro che non sono in grado di combattere per malattia, ferite, stato di detenzione o per qualsiasi altra causa:

i) atti di violenza contro la vita e l’integrità della persona, in particolare tutte le forme di omicidio, le mutilazioni, i trattamenti crudeli e la tortura;

ii) violare la dignità personale, in particolare trattamenti umilianti e degradanti;

iii) prendere ostaggi;

iv) emettere sentenze ed eseguirle senza un preventivo giudizio, svolto avanti un tribunale regolarmente costituito che offre tutte le garanzie giudiziarie generalmente riconosciute come indispensabili.

Crimini di aggressione:

Ai fini del presente Statuto, «per crimine di aggressione» s’intende la pianificazione, la preparazione, l’inizio o l’esecuzione, da parte di una persona in grado di esercitare effettivamente il controllo o di dirigere l’azione politica o militare di uno Stato, di un atto di aggressione che per carattere, gravità e portata costituisce una manifesta violazione della Carta delle Nazioni Unite del 26 giugno 1945:

a) l’invasione o l’attacco da parte di forze armate di uno Stato del territorio di un altro Stato o qualunque occupazione militare, anche temporanea, che risulti da detta invasione o attacco o qualunque annessione, mediante l’uso della forza, del territorio di un altro Stato o di parte dello stesso;

b) il bombardamento da parte delle forze armate di uno Stato contro il territorio di un altro Stato o l’impiego di qualsiasi altra arma da parte di uno Stato contro il territorio di un altro Stato;

c) il blocco dei porti o delle coste di uno Stato da parte delle forze armate di un altro Stato;

d) l’attacco da parte delle forze armate di uno Stato contro le forze armate terrestri, navali o aeree di un altro Stato o contro la sua flotta navale o aerea;

e) l’utilizzo delle forze armate di uno Stato che si trovano nel territorio di un altro Stato con l’accordo di quest’ultimo, in violazione delle condizioni stabilite nell’accordo, o qualunque prolungamento della loro presenza in detto territorio dopo il termine dell’accordo;

f) il fatto che uno Stato permetta che il suo territorio, messo a disposizione di un altro Stato, sia utilizzato da quest’ultimo per commettere un atto di aggressione contro uno Stato terzo;

g) l’invio da parte di uno Stato, o in suo nome, di bande, gruppi, forze irregolari o mercenari armati che compiano atti di forza armata contro un altro Stato di gravità tale da essere equiparabili agli atti sopra citati o che partecipino in modo sostanziale a detti atti.

È più difficile escludere alcuni dei precedenti comportamenti da parte dello Stato di Israele nei confronti dei Palestinesi che trovarne esempi. È dunque stato spiccato un mandato d’arresto nei confronti del Primo Ministro Israeliano per tali violazioni. Eppure Israele continua come prima e più di prima nelle efferatezze deliberatamente perpetrate contro la popolazione palestinese. Senza che il resto del genere umano intervenga.

Non ci sono scuse per permettere che tutto ciò continui: a sparare contro la mezzaluna rossa sono coloro che si voltano dall’altra parte mentre questi crimini sono commessi.

[Nell’immagine: Marisa Iannucci, la nostra candidata Sindaca, mentre prende la parola nella manifestazione di ieri in Piazza del Popolo indetta dalla Rete antisionista e anticolonialista dell’Emilia-Romagna a cui anche Ravenna in Comune ha partecipato]

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Trovati uccisi i 15 soccorritori assediati dall’esercito a Rafah

Fonte: il Manifesto del 28 marzo 2025

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“Basta transito di armi dal porto di Ravenna”: presidio in Piazza del Popolo

Fonte: Ravenna Web Tv del 29 marzo 2025

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