LA SANITA’ PUBBLICA SMARRITA

Racconta de Pascale di aver partorito (termine che non scegliamo a caso) «una delle manovre più forti a tutela della sanità pubblica della storia». Quella che chiama tutela, in realtà, si traduce in aumento delle tasse in Emilia Romagna e a Ravenna che, inevitabilmente, come sempre avviene, saranno più sentite dai ceti meno abbienti. Tra i salassi si annovera l’aumento dell’addizionale IRPEF, del bollo auto e, soprattutto dei ticket sanitari. Come al solito chi più ha farà spallucce e gli indirizzerà un accidente e chi meno ha sarà troppo impegnato ad arrivare vivo a fine mese per perder tempo in insulti. La vera ragione, nascosta dietro nobili frasi («garantire le cure in maniera universalistica a tutti e a tutte», «evitare una privatizzazione strisciante della sanità») è che i conti non tornano e vuole evitare di trovarsi commissariato («Il bilancio 2024 della nostra sanità si chiuderà con 200 milioni di squilibrio»).

I partitelli che lo hanno sostenuto in campagna elettorale, in cambio di una seggiolina, magari da assessore, non fanno obiezioni. E i sindacati sembrano più scocciati dal fatto che la notizia sia stata diffusa prima del tempo che del suo contenuto. Così de Pascale finisce addirittura per rivendicare l’aumento come se fosse una mossa coraggiosa degna di un tribuno del popolo. «Non è pensabile di fare una manovra come questa tra gli applausi. A volte un amministratore fa anche scelte contestate, ma se lo fa è perché se ne assume la responsabilità ed io me la prendo» ci dice gonfiando il petto.

Se era una scelta così coraggiosa, perché non anticiparla in campagna elettorale, magari vantandosi pure della stangata che avrebbe appioppato? Perché troppa verità poteva guastare l’atmosfera tutta rose e fiori con cui intortava l’elettorato? Forse.

Intanto quella sanità di cui vanta l’eccellenza propone visite oculistiche ad un anno e mezzo di distanza se non si ricorre al pronto soccorso. Solo un esempio tra i tanti di come il problema di visite ed esami prenotabili solo a enorme distanza di tempo sia una piaga che non si rimargina. Nonostante le milionate dirottate sul privato convenzionato che a de Pascale piace proprio tanto (evidentemente la sanità che fa affari d’oro con il sistema sanitario regionale non è una “privatizzazione strisciante”… e che cos’è allora?).

L’ultima fregatura di de Pascale in ordine di scoperta (nostra) è la mancata riapertura dei punti nascita. Anche quelli che costituivano un vanto della nostra provincia, come l’eccellenza di Lugo. Le promesse? In fumo. Anche quelle del suo predecessore Bonaccini che aveva garantito la riapertura. E qui, anche se nessuno se n’era accorto, de Pascale assicura di averlo già anticipato in campagna elettorale. I partitelli confratelli del PD confermano. Si vede che lo ha detto a voce talmente bassa da non farsi sentire dalla stampa, perché “stranamente” anche questa notizia avrebbe guastato l’atmosfera. Il motivo? Non esplicita che viene eliminato un servizio assieme al relativo costo. Preferisce parlare di mancanza di sicurezza. Al di sotto dei 500 parti l’anno una struttura non sarebbe sicura. E allora Lugo resta chiusa. Ma anche Faenza non raggiunge i 500 parti. Chiudiamo anche Faenza? È possibile che in tutta la Provincia le partorienti debbano fare tutte riferimento solo all’ospedale di Ravenna? Un nosocomio che, grazie alle “cure” del PD, anno dopo anno è precipitato nei bassifondi della qualità ospedaliera, ultimo della Romagna, a notevole distanza dagli altri, come certificato internazionalmente.

Non ci siamo. Ravenna in Comune respinge il tentativo di spostare i bisogni della sanità dal pubblico al privato, convenzionato o meno, perseguito sia dal centrodestra che dal centrosinistra. La sanità pubblica, in centri pubblici di buona qualità, fornita da personale pubblico e presente sul territorio, è un diritto di chi abita la nostra Regione e, anche, il nostro Comune. Cittadine e cittadini ci pensino bene quando andranno al voto.

[nell’immagine: a sx de Pascale che inaugura una struttura sanitaria del Gruppo Garofalo a Ravenna; a dx la quotazione in borsa del Gruppo Garofalo]

#RavennainComune #Ravenna #sanità #auslromagna

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De Pascale e i rincari sulla sanità in Emilia-Romagna: “Le critiche ci stanno, non è pensabile fare una manovra come questa tra gli applausi”

Fonte: Corriere Romagna del 25 febbraio 2025

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Ravenna ancora ultima tra gli ospedali romagnoli: perde posizioni ed è 92esima nella classifica italiana

Fonte: Ravenna Today del 27 febbraio 2025

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